ELISA MARIOTTI

Se essere fotografo significa lavorare per testate ed essere conosciuto e riconosciuto, no, non sono una fotografa, ed è meraviglioso essere una novellina a 47 anni. Ma se significa affrontare la vita con la macchina fotografica sempre a fianco, per raccoglierne l’essenza, spesso attraverso i volti che incontro, per esorcizzarla nei momenti bui, per dare voce a quelle mille storie magiche, a volte dure, ma pur sempre meravigliose che questo mezzo mi ha fatto incontrare, sì, allora sono una fotografa.

La fotografia mi ha sempre accompagnato, ha saputo anche aspettare, pazientemente, quando me ne sono allontanata, per esplodere e pervadere la mia vita quattro anni fa, dando ossigeno ad una parte di me accantonata per lasciare spazio all’ordine e al rigore che la mia professione tecnica impone.

Qualche piccola ma enorme per me, impagabile soddisfazione nel percorso. Convinta che solo se un riconoscimento viene confermato ha senso, continuo questo cammino meraviglioso armata del mio fedele grandangolo. Perché si vive come si fotografa e si fotografa come si vive: io lo faccio con un grandangolo, a focale fissa, luminoso.